Federalismo. Scelte responsabili. Intervista del Presidente IFEL Giuseppe Franco Ferrari


Anci Rivista Marzo 2010

di Andrea Franceschi

All’indomani delle difficoltà incontrate tra maggioranza e opposizione nell’avvio dei lavori in commissione bicamerale e nella Conferenza Stato Regioni competenti per la redazione dei decreti attuativi, quello del federalismo fiscale e demaniale si conferma come il tema bollente dell’anno, rilevante per le dinamiche finanziarie dei Comuni italiani e il futuro dei rapporti tra diversi livello di governo. Abbiamo colto l’occasione di proseguire il dibattito sul tema avviato su queste pagine negli ultimi mesi, con il Presidente dell’IFEL Giuseppe Franco Ferrari incontrato a margine dell’importante convegno “Il Federalismo Demaniale” che si è tenuto a Roma lo scorso 11 marzo presso la Sala della Protomoteca del Campidoglio, organizzato da IFEL e dalla Sspal diretta da Baldovino de Sensi.

Professor Ferrari il primo schema di decreto legislativo sul federalismo è stato approvato a metà di dicembre, ma l’iter di approvazione sembra mostrare una battuta di arresto dovuta a diversi ostacoli e resistenze.

Ma no, non direi arresto. Non vedo rischi di decadenza per la delega contenuta nella L.42/2009. Le vischiosità del procedimento semmai confermano l’importanza di un intervento normativo che si attende da anni e che segnerà il futuro dei rapporti tra amministratori locali, amministrazione centrale dello Stato e cittadini. Piuttosto bisognerebbe usare questa pausa di riflessione per elidere gli aspetti critici della bozza dei decreti attuativi ed evitare una falsa partenza del federalismo in Italia.

 

A quali aspetti si riferisce?

Regioni ed Enti Locali hanno sollevato, ad esempio, dubbi di costituzionalità in relazione allo scarso coinvolgimento nell’attribuzione dei beni ai vari livelli di governo. Risultano infatti esclusi dal federalismo gli immobili riguardanti il patrimonio artistico e culturale “tout-court” e non solo quello di rilievo nazionale come vorrebbe il legislatore delegante generando conflittualità nei vari livelli di governo, nella disciplina e nella semplice fiscalità degli Enti locali. Non trova inoltre recepimento il criterio dell’interesse regionale e provinciale, dirimente per delimitare l’ambito dei beni trasferibili appartenenti al demanio idrico e aeroportuale, ciò anche in vista del futuro Piano Aeroportuale Nazionale. Un’adeguata rivisitazione dei decreti porterebbe  ad una massiccia territorializzazione, con favorevoli conseguenze patrimoniali, finanziarie e urbanistiche per gli Enti locali.

 

Lei vede criticità anche di altra natura?

Si, penso ai criteri di attribuzione dei beni  e al taglio dei trasferimenti erariali agli enti locali a seguito della cessazione dei beni da parte dello Stato. In particolare il dibattito parlamentare e quello in sede di Conferenza Unificata potrebbero utilmente concentrarsi sulla disposizione che prevede un taglio dei trasferimenti erariali a fronte della cessione dei beni agli enti locali perché si considera che il trasferimento dei beni causerà meno gettito allo Stato. Non si considera però che lo Stato avrà anche meno oneri, e che questi oneri saranno trasferiti anch’essi agli enti locali destinatari dei beni.

 

Come vede la tempistica per l’approvazione?

Sono ottimista. Penso che ci sia spazio per migliorare la bozza dei decreti attuativi, attualmente in uno stadio avanzato e contenente soluzioni normative su cui non si può che esprimere valutazioni positive. La valorizzazione dei beni attraverso il principio di responsabilità e di trasparenza del procedimento  di selezione e destinazione è stata avviata: i beni torneranno ai territori alla cui storia sono legati  e che possono più efficacemente deciderne il destino, anche grazie al ricorso ai fondi immobiliari. Caserme e strutture inutilizzate spesso localizzate nei centri delle nostre città  potranno essere riconvertire in scuole, hotel, centri polifunzionali che produrranno ricchezza a vantaggio delle comunità locali. Non possiamo mancare questo appuntamento decisivo per il Federalismo italiano.

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